Accardi Carla

(Trapani, 9 ottobre 1924 - Roma, 23 febbraio 2014)

Carla Accardi (Trapani, 1924 – Roma, 2014) è ritenuta una delle più importanti rappresentanti dell’Astrattismo italiano. Negli anni Trenta, in tenera età, disegna e si interessa alll’arte del Rinascimento.

Dopo aver frequentato il liceo classico e l’Accademia di Belle Arti di Palermo, nell’immediato dopoguerra, viaggio a Firenze, insieme ad Antonio Sanfilippo (1923-1980), e le loro vite da quel momento furono legate da un lungo sodalizio artistico e personale.

Dopo la breve esperienza fiorentina, Carla Accardi decide di trasferirsi a Roma, alla ricerca di un ambiente più cosmopolita e dal quale potesse trarre beneficio la sua arte.

A partire dal 1946, si addentra nello stimolante e vivace clima artistico che gravita attorno agli studi e alle gallerie di via Margutta. Sanfilippo le fa conoscere Pietro Consagra (1920-2005) e Giulio Turcato (1912-1995).

Da queste frequentazioni, rimane immediatamente affascinata dall’Astrattismo e poco dopo essere arrivata a Roma, nel 1947, realizza il suo primo dipinto astratto.

Insieme a Piero Dorazio1927-2005), Ugo Attardi (1923-2006), Mino Guerrini (1927-1990), Concetto Maugeri (1919-1951), Achille Perilli e Sanfilippo, è firmataria del Manifesto di Forma 1, schierandosi ideologicamente contro il realismo e privilegia l’avvento di una pittura astratta che si ricolleghi direttamente alle esperienze del primo Novecento europeo, da Piet Mondrian (1872-1944) e Vasilij Kandinskij (1866-1944) al Costruttivismo.

Nel 1954, dopo un periodo di crisi, Carla Accardi ricomincia a dipingere posizionando la tela a terra e lavorando sul piano orizzontale, con l’utilizzo esclusivo del bianco e del nero, in quella che lei stessa definisce “anti pittura”.

Gli arabeschi e i segni bianchi che emergono sulla tela nera attirano l’attenzione il critico Michel Tapié, che la invita ad esporre a Roma e a Parigi nella mostra Individualità d’oggi. Fondamentale, poi, è il rapporto che intrattiene con la Galleria torinese Notizie di Luciano Pistoi, dedita promozione dell’Informale italiano ed europeo, in un dialogo ricco ed inedito.

Negli anni Sessanta, Pistoi inizia a collaborare con Carla Lonzi, a cui si lega Carla Accardi. Inizia così la sua esperienza nel femminismo, che culmina con il manifesto Rivolta femminile del 1970.

Negli anni Sessanta, passa al colore, spesso fluorescente, simbolo di estrema luminosità, e all’utilizzo del sicofoil, una plastica semi rigida e trasparente, che a volte utilizza come puro mezzo per porre attenzione su quello che c’è dietro e che sempre viene nascosto, il telaio.

Per 50 anni, il segno, il colore e l’emozione sono rimasti alla base della ricerca di Carla Accardi. Ancora negli anni Ottanta e Novanta si possono trovare accostamenti abbaglianti di colori accesi, ma anche espressioni segniche e calligrafiche che a volte nascondono una struttura, altre la negano.

Numerosissime sono le mostre nazionali ed internazionali cui, nel corso degli anni, ha preso parte l’artista siciliana. Nel 1998, la sua città, Trapani, le ha dedicato una imponente retrospettiva, Carla Accardi. Opere 1947-1997. Muore a Roma nel 2014, a novant’anni.

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Claudia Accardi Quadro

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